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Italia.it su Repubblica

E la protesta approdò sulle pagine di Repubblica.it:

Estratto da Repubblica.it

Nel mirino di blogger e webdesigner il sito nato allo scopo di presentare il Belpaese a tutto il mondo. “E’ nato già vecchio. Noi lo immaginiamo così…”

Ripensiamo Italia.it

E ora… qualcosa di completamente diverso:

RItaliaCamp è un evento (BarCamp) per elaborare una Idea Progetto atta a verificare come, utilizzando risorse open già presenti sulla rete e le attuali tecnologie disponibili, si possa realizzare in meglio un portale quale italia.it senza cadere in errori di codice, usabilità e limitatezza dei contenuti. In era Web 2.0 un catalogo online sull’Italia non è attuale né utile senza l’interazione della comunità in appoggio al servizio con contenuti, commenti, valutazioni, etc. L’informazione che viene fornita è limitata e povera. RItaliaCamp in primis (RItalia sito verrà dopo, forse) è il momento proprio per discutere e parlare di cosa mettere e come metterlo per avere un prodotto al passo con i tempi sia nelle piattaforme sia nei contenuti.

La partecipazione è aperta a tutti.

Italia.it, addio all’intro (per fortuna)

Qualcuno ascolta i blogger?

Italia.it

Lasciamo perdere il fatto che non ha fatto in tempo ad essere presentato che il governo è caduto, ma il nuovo portale Italia.it, che il Terronista ci informa essere costato circa 45 milioni di euro (QUARANTACINQUEMILIONIDIEURO!), mi lascia abbastanza perplesso:

  • l’introduzione cantata (!) è noiosa, banale e soprattutto superflua;
  • alcune delle animazioni in Flash sono inguardabili: sembrano prese da video con problemi di interlacciamento…;
  • in un portale web costato 45 milioni di euro, anche se nuovo di zecca, mi aspetto come minimo l’assenza di qualsiasi errore di rendering delle pagine sotto tutti i web browser
    Errore di rendering nel portale italia.it
  • non parliamo poi dell’osceno logo che accompagna il progetto:
    Logo del portale italia.it

    Quella specie di peperone/ciabatta/sm@#@ta verde è un cazzotto in un occhio, per non parlare dell’utilizzo di diversi font tutti insieme e chi più ne ha più ne metta;

  • nel 2007 c’è ancora chi impagina un sito con le tabelle;
  • lascio perdere qualsiasi discorso sull’usabilità e accessibilità

Poi magari sarò pignolo io, ma quest’affare è costato 45 milioni di euro!

E pensare che in giro ci sono tanti bravi web designer…

P.S. poi tramite BlueVolvox ho scoperto che di questo tristissimo portale ne parlano male un po’ tutti…