Un sentito “grazie” ai senatori che tengono alto il nome ed il prestigio dell’Italia nel mondo:
Nino Strano (AN)

Domenico Gramazio (AN)

Tommaso Barbato (Udeur)

Ora, magari, ci chiederanno pure di votarli…
Un sentito “grazie” ai senatori che tengono alto il nome ed il prestigio dell’Italia nel mondo:



Ora, magari, ci chiederanno pure di votarli…
Lasciamo perdere il fatto che non ha fatto in tempo ad essere presentato che il governo è caduto, ma il nuovo portale Italia.it, che il Terronista ci informa essere costato circa 45 milioni di euro (QUARANTACINQUEMILIONIDIEURO!), mi lascia abbastanza perplesso:


Quella specie di peperone/ciabatta/sm@#@ta verde è un cazzotto in un occhio, per non parlare dell’utilizzo di diversi font tutti insieme e chi più ne ha più ne metta;
Poi magari sarò pignolo io, ma quest’affare è costato 45 milioni di euro!
E pensare che in giro ci sono tanti bravi web designer…
P.S. poi tramite BlueVolvox ho scoperto che di questo tristissimo portale ne parlano male un po’ tutti…
Finalmente l’Italia intera è coperta dallo stradario di Google Maps ed il dettaglio raggiunto è veramente eccellente. Nella mia zona sto scoprendo stradine sterrate e sentieri di cui ignoravo l’esistenza e che non mancherò di percorrere nei prossimi giorni in MTB. Frattanto nell’immagine qui accanto ho riportato il percorso che ho seguito oggi, questa volta senza vomitare…
competitività delle Nazioni. L’Italia è infatti al quarantasettesimo posto come l’anno scorso, ultima tra i 25 membri dell’Ue, con l’eccezione della Polonia. In testa alla classifica è invece la Finlandia, seguita da Usa e Svezia. Dopo essersi classificata 26/a nel 2001, l’Italia continua a rimanere indietro rispetto ai concorrenti europei, hanno affermato a Ginevra gli economisti del Wef.
Ma non finisce qui; l’Italia è:
Sul fronte tecnologico l’Italia è 44/a, nettamente al di sotto di Paesi quali Germania (16), Regno Unito (17) e Francia (24). L’utilizzo di personal computer in Italia è inferiore a quello di Corea, Cipro o Repubblica Slovacca, mentre Singapore, Taiwan, Estonia e Corea superano l’Italia nell’uso di Internet.
Particolarmente preoccupanti sono inoltre la mancanza di indipendenza del sistema giudiziario (59), la percezione che il governo favorisca imprese e individui ‘ben connessi’ nel decidere su appalti e politiche (72).
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