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Giornalisti, dove siete?

“Vogliono eliminare il capo dell’opposizione. Avevano già provato per via giudiziaria, ma gli è andata male…”

Già, è vero… Ci è andata male. Dopotutto basta andare su Wikipedia per “scoprire” (notare le virgolette, grazie) che:

Alcuni dei procedimenti giudiziari a cui Silvio Berlusconi è stato sottoposto, si sono conclusi con una sentenza definitiva che ha riconosciuto la colpevolezza dell’imputato, per reati quali corruzione giudiziaria, falsa testimonianza, finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio. In altri procedimenti Silvio Berlusconi è stato invece assolto nel merito, oppure le indagini sono state archiviate.

Nei processi in cui è stato riconosciuto colpevole con sentenza definitiva non è stato tuttavia condannato, grazie ad amnistie, attenuanti generiche causanti prescrizione, e nuove norme, approvate dal suo stesso governo, che hanno depenalizzato reati a lui ascritti, per esempio il reato di falso in bilancio. Alcuni procedimenti giudiziari sono ancora in corso, uno dei quali all’estero.

In un paese normale (in un paese libero) il Berlusca starebbe in carcere da un bel pezzo. Nello stesso paese, magari, uno straccio di giornalista che gli facesse notare la cosa si troverebbe.

Poi c’era la marmotta che incartava la cioccolata!

Riforma tv, Berlusconi all’attacco
Da Cernobbio l’ex premier a tutto campo. La riforma Gentiloni “ci renderebbe una non democrazia”. Sulla legge elettorale: “Si può cambiare in pochi giorni, serve lo sbarramento al 5%”. Le maggiori entrate? “Solo merito nostro”

Fallimento

Non credevo che Google l’avrebbe fatto. :-(

Pirateria informatica?

ROMA – Digitando su Google come chiave di ricerca le parole fallimento o miserabile e cliccando sul bottone mi sento fortunato (quello che dà una sola risposta possibile), si apre automaticamente la pagina della Presidenza del consiglio dei ministri sul curriculum vitae di Silvio Berlusconi. Fra gli internauti, era un fatto noto da tempo: un’operazione costruita attraverso un passaparola nella rete. Basta associare alcune parole (esempio: fallimento) ad un link che porta alla pagina bersaglio.

Ecco cosa scrive Wikipedia in proposito. Il googlebombing (ovvero “bombardare Google”) è la tecnica usata per sfruttare una caratteristica del motore di ricerca Google in base alla quale viene attribuita importanza ad una pagina in rapporto a quanti link verso essa si trovano all’interno di altri siti web; in sostanza, più persone parlano di una data pagina attraverso l’inserimento di un suo link entro altri siti, più importante diventa la pagina stessa.

Ma ora il commissario dell’ Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Enzo Savarese, dopo molte segnalazioni pervenute, ha chiesto di verificare modalità, responsabili e mandanti dell’azione di pirateria informatica. E’ stata attivata la Polizia postale. Il Garante ha chiesto approfondimenti anche sugli sms targati Forza Italia che molti cittadini italiani stanno ricevendo.

A me sembra una gran cazzata, proprio una di quelle con la C maiuscola e spero nella solita svista del solito giornalista di Repubblica.it, ma certo che se fosse vero ce li voglio proprio vedere lorsignori ad oscurare tutti i siti che hanno effettuato questa “ignobile” azione di PIRATERIA INFORMATICA :-)

Google Bombing su Wikipedia

“Non possono esserci così tanti coglioni che votano a sinistra”

Sono uno dei coglioni che voterà a sinistra. Spero di essere in buona compagnia.

Beautiful Day

Quel comunista di Bono Vox, leader degli U2, se la prende con il povero Silvio:

Mr Berlusconi, per quanto lusingato possa sentirmi nel comparire nella Sua brochure, mi sento anche un po’ sfruttato. Le scrivo per cercare di precisare la posizione mia e del Suo governo riguardo i Paesi più poveri e quello che tutti noi potremmo ancora fare per aiutarli.

Altri link:

Silvio

Bari, 31 mar . (Adnkronos) – Alcune migliaia di persone, provenienti da tutte le province pugliesi, affollano piazza Prefettura a Bari dove tra poco inizierà il comizio del presidente del Consiglio e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Tra gli striscioni uno sul quale è scritto “Santo subito”.

Il New Labour deve riconoscere che Berlusconi è il diavolo

Non dovremmo essere sorpresi che il New Labour sia stato coinvolto in uno scandalo a causa di Silvio Berlusconi. C’è qualcosa di totalmente prevedibile in ciò. Tony Blair fu felice di avere Berlusconi, insieme con il precedente primo ministro José Maria Aznar, come alleato al tempo della rottura tra Europa e Stati Uniti, nei mesi precedenti all’invasione anglo-americana dell’Iraq. Ha visto in Berlusconi un valido alleato per la sua politica estera pro-Bush. Infatti, è stato più vicino a Berlusconi di altri leader di centro sinistra come il precedente cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Questo senso di affinità ha perfino assunto una dimensione personale e familiare, con l’ospitalità data da Berlusconi alla famiglia Blair durante le vacanze. Blair ha chiaramente un rapporto politico e personale con Berlusconi e questo ha influenzato il New Labour: Berlusconi è considerato un uomo con cui si può fare business. Ciò disturba profondamente. Come può il New Labour valutare Berlusconi in questa luce? Come è possibile che non veda e rifletta sulla maligna influenza che ha sulla democrazia italiana?

Berlusconi è il fenomeno politico più pericoloso in Europa. Rappresenta la più seria minaccia alla democrazia nell’Europa occidentale dal 1945. Si potrebbe obiettare che l’estrema destra rappresentata da figure apertamente razziste e xenofobe come Jean-Marie Le Pen e Jörg Haider sia un pericolo ancora maggiore, ma queste figure sono marginali nella scena politica europea. Berlusconi non lo è.

La democrazia si basa sulla separazione tra i diversi poteri: politico, economico, culturale e giudiziario. La proprietà da parte di Berlusconi dei maggiori canali televisivi, e il suo controllo della RAI durante il suo Governo, insieme con la sua volontà di utilizzare il potere dei media per le sue ambizioni politiche, hanno minato la democrazia. Egli ha anche cambiato le leggi a suo piacimento, grazie alla sua maggioranza in Parlamento, per proteggere i suoi interessi personali e sottrarsi ai tribunali.

La connessione tra Berlusconi e il fascismo italiano non è difficile da decifrare. C’è sempre stata una tendenza ad aspettarsi che il fascismo ritornasse nella sua vecchia forma, ma questo non è mai stato il vero pericolo. Quello di cui dobbiamo avere paura è il ripresentarsi del fascismo in una nuova veste, tale da riflettere le nuove condizioni globali economiche e culturali del nostro tempo unite alle tradizioni nazionali. Berlusconi è precisamente questa figura. Egli tratta la democrazia con disprezzo: ogni volta cerca di minarla, di distorcerla e di abusarne. Non ha rispetto per i pilastri indipendenti dell’autorità, ed accusa i giudici di essere i tirapiedi dell’opposizione, descrivendoli come “comunisti”.

Con il suo indiscriminato assalto a chiunque lo ostacoli, ha avvelenato la vita pubblica italiana. Egli discende da Mussolini.
L’errore del New Labour di riconoscerlo, peggio ancora di essergli amico, considerarlo un alleato, accettare la sua munificenza e la sua ospitalità, non può essere liquidato come un errore. Riguarda la visione mondiale e la capacità di giudizio politico del New Labour e di Blair.

Tessa Jowell non è una politica innocente. E’uno dei membri del Gabinetto. E’ stata a lungo una “Blairite” con una relazione di fiducia con il primo ministro. Ha lealmente sposato le sue posizioni nei confronti di Berlusconi come di una figura con cui fare affari. Può aver conosciuto o meno i dettagli degli affari di suo marito, ma sicuramente sapeva dei suoi contatti con Berlusconi, che lo aveva aiutato con consulenze fiscali ed assistito nei suoi tentativi di resistere ai giudici. E, senza dubbio, Jowell non vedeva nulla di sbagliato in questo. Dopo tutto, Berlusconi aveva la benedizione del suo primo ministro, egli era “dalla nostra parte”.

Ma Berlusconi è un uomo pericoloso con cui si può rimanere intrappolati. Il suo partito, Forza Italia, ha lavorato instancabilmente per assicurarsi l’eredità dei voti della mafia provenienti dalla Democrazia Cristiana. I suoi tentacoli finanziari hanno abusato e sfigurato la vita politica italiana. Berlusconi considera la legge malleabile, negoziabile e corruttibile. Il problema è che Blair e il New Labour non hanno mai riconosciuto che Berlusconi è il diavolo. Invece lo hanno trattato da amico ed alleato. Non hanno mai compreso, o non si sono curati a sufficienza, della minaccia tossica che rappresenta per la democrazia italiana ed europea.

Ci sono due ragioni per questo. La prima è che è visto come un amico comune di Bush e di Blair. La seconda e che alcuni valori da lui rappresentati: ricchezza, celebrità e potere, sono quelli a cui Blair aspira e ammira. Il New Labour condivide alcune caratteristiche con Berlusconi, un culto del business e del dell’arricchimento, il credere nel potere dei media e un disprezzo per la sinistra. Noi stiamo assistendo a un lento degrado della democrazia europea, del quale Berlusconi è la più estrema e perniciosa espressione, ma della quale il New Labour, in una forma più leggera, è in parte causa e in parte conseguenza.

Quando il processo italiano andrà avanti, non ci sono dubbi che altre rivelazioni verranno alla luce. Qualunque cosa David Mills abbia fatto o non fatto non può essere visto come responsabilità di Jowell, Blair o del New Labour. Ma il fatto che il New Labour abbia accettato una così insidiosa influenza politica ha, senza alcun dubbio, aiutato a persuadere Mills che Berlusconi fosse un cliente accettabile e Jowell che non ci fosse nulla di sbagliato nel fatto che suo marito fosse in relazione con lui e con i suoi affari. Per questa ragione il primo ministro deve assumersi la responsabilità principale. Così come per l’Iraq, Blair è colpevole di un monumentale errore politico. La posta in gioco è la democrazia in una delle più grandi nazioni europee e, di conseguenza, la salute del governo europeo.

**Martin Jacques**

Via BeppeGrillo.it

Quando c’era Silvio

La versione integrale del video che documenta la figuraccia di merda che fece l’Italia intera all’inizio del Semestre di Presidenza Italiana della Comunità Europea.

Grazie Simone.

Va tutto bene

competitività delle Nazioni. L’Italia è infatti al quarantasettesimo posto come l’anno scorso, ultima tra i 25 membri dell’Ue, con l’eccezione della Polonia. In testa alla classifica è invece la Finlandia, seguita da Usa e Svezia. Dopo essersi classificata 26/a nel 2001, l’Italia continua a rimanere indietro rispetto ai concorrenti europei, hanno affermato a Ginevra gli economisti del Wef.

Ma non finisce qui; l’Italia è:

  • 114esima su 117 Paesi per efficienza del sistema fiscale;
  • 113esima per peso della burocrazia;
  • 112esima per peso delle tasse;
  • 110esima per le attese di recessione;
  • 109esima per flessibilità salariale;

Sul fronte tecnologico l’Italia è 44/a, nettamente al di sotto di Paesi quali Germania (16), Regno Unito (17) e Francia (24). L’utilizzo di personal computer in Italia è inferiore a quello di Corea, Cipro o Repubblica Slovacca, mentre Singapore, Taiwan, Estonia e Corea superano l’Italia nell’uso di Internet.

Particolarmente preoccupanti sono inoltre la mancanza di indipendenza del sistema giudiziario (59), la percezione che il governo favorisca imprese e individui ‘ben connessi’ nel decidere su appalti e politiche (72).

Va tutto bene.