Monthly Archives: February 2007

Abreu Juan: Garbageland

Copertina Garbageland
Titolo:
Garbageland (Garbageland, 2001)
Autore:
Abreu Juan
Editore/collana:
Mondadori – Piccola biblioteca oscar
Traduttore:
Raul Schenardi

it

Pagine/data uscita/prezzo:
208, 2004, 8.40€
Codice ISBN
8804533498

Padre nostro che verrai a Manhattan, sia santificato il tuo Regno, liberaci dai peccati.

Anno 2500 circa. Dopo il Terzo Riordinamento Mondiale, il pianeta è stato suddiviso in zone classificate secondo la capacità di consumo dei loro abitanti. Cuba è stata trasformata in un’enorme discarica, Garbageland, dove vivono vermi carnivori e topi giganti, e sopravvivono gli ultimi uomini dell’isola caraibica, utilizzati come prede per la caccia grossa dagli abitanti di Terra Ferma. Il vecchio Darma guida i sopravvissuti e li istruisce leggendo loro il Libro, una reliquia recuperata nel Black, il profondissimo oceano nero posto sotto i rifiuti e contenente la memoria del lontano passato. Su Terra Ferma i Network del Divertimento annunciano che il Messia (un dio con orecchie nere e tonde) si manifesterà presto a Manhattan; i ricchi consumatori si divertono con la realtà virtualcarnale del Masturbatore; il Quarto Vertice per la Salvezza Mondiale ha decretato lo sterminio delle razze inferiori non consumatrici, come gli abitanti di Garbageland. Le armi di distruzioni si chiamano MicMaster e Cancri Disney. Le Mega Corporazioni hanno potere di vita e di morte.

Garbageland è pura follia (“Cancri Disney: orrore delizioso. Rapidi. Velocissimi. Pelle lucida, caramellosa. Morte giocherellona. Colori sgargianti, design allegri […] quasi immortali. Panico saltellante“) ed inquietante attualità.

Consigliato solo a chi ha già avuto modo di apprezzare le ultime opere di Ballard e la letteratura postcyberpunk in genere.

Ripensiamo Italia.it

E ora… qualcosa di completamente diverso:

RItaliaCamp è un evento (BarCamp) per elaborare una Idea Progetto atta a verificare come, utilizzando risorse open già presenti sulla rete e le attuali tecnologie disponibili, si possa realizzare in meglio un portale quale italia.it senza cadere in errori di codice, usabilità e limitatezza dei contenuti. In era Web 2.0 un catalogo online sull’Italia non è attuale né utile senza l’interazione della comunità in appoggio al servizio con contenuti, commenti, valutazioni, etc. L’informazione che viene fornita è limitata e povera. RItaliaCamp in primis (RItalia sito verrà dopo, forse) è il momento proprio per discutere e parlare di cosa mettere e come metterlo per avere un prodotto al passo con i tempi sia nelle piattaforme sia nei contenuti.

La partecipazione è aperta a tutti.